Ogni volta che si parla di carnevale penso a Venezia, a quelle bellissime immagini, che vedo spesso in televisione, in cui è ritratta una folla di maschere, visi di cera, campanelli tintinnanti, cappelli eccentrici e abiti sontuosi: la magia che riecheggia nella laguna durante i giorni di festa è qualcosa di davvero magico e inimitabile. Eppure di carnevali ne esistono tantissimi a partire dai più famosi come quello di Cento o Viareggio, per passare da quello di Arcireale, Tricarico, Sciacca, Ronciglione, Ivrea, Mamoiada, Putignano, Fano e tanti tanti altri. Intere città che lavorano tutto l’anno per costruire vere e proprie opere d’arte in movimento che gareggeranno tra loro, rione dopo rione per essere incoronati i più belli e irriverenti.
Trovo che l’idea del carnevale sia qualcosa di così bello e allo stesso tempo malinconico, magico e macabro contemporaneamente: per qualche giorno puoi essere chi e quello che vuoi, ma poi la magia finisce, le principesse tornano nelle loro torri d’avorio, la carrozza si ritrasforma in zucca e le maschere vengono riposte in armadi e teche. Come dimostra la tradizione, il carnevale non è solo una festa per bambini, ma un momento incantato in cui gli adulti hanno una giustificazione per tornare ad essere fanciulli e pagliacci.
Amo il carnevale, un’occasione per divertirsi vestendo i panni di qualcun altro. Io sono un’attrice e per me questa festa può essere una metafora del lavoro che ho scelto e che adoro.
Il Carnevale nel Medioevo era definita la “festa dei folli”, la festa di coloro che osano e fu solo nel ‘600 che divenne una festa popolare, una festa bassa e volgare, dando però origine alle maschere che conosciamo ancora oggi: il servo Pulcinella (Napoli), Pantalone (Venezia) il servo Arlecchino (Bergamo). In molti pensano che il Carnevale sia una festa pagana (come Halloween), in realtà è totalmente legata alla Quaresima. Durante questo periodo c’è il divieto di mangiare la “carne” e carnevale deriva dal latino “carnem levare” che significa “togliere la carne”. Per me è una giornata per essere allegra e spensierata, ridendo delle tante buffe maschere che vedrò in giro, per ammirare chi saprà osare “di più”. Mi piace inoltre ricordare con affetto quel lontano 1993 in cui anche io ho festeggiato un carnevale da favola sfilando lungo il sambodromo di Rio De Janeiro con una delle scuole più’ antiche e famose che hanno fatto la storia del Brasile: Mangueira!! E ricordatevi amiche mie, a Carnevale ogni scherzo vale… Quindi preparate i vostri scherzetti per amici, marito e figli e magari il vostro travestimento sarà il modo per trovare il coraggio di dire o fare qualcosa. Aspetto le vostre foto, sono curiosa di vedere quale maschera sceglierete..
Baci #Curvy a tutte e buon Carnevale!!!