Ciao amiche curvy,

quali sono i vostri programmi per Ferragosto? Mare, montagna o città d’arte?

Cene in spiaggia, musica, fuochi d’artificio, passeggiate in montagna…Quando inizia Agosto, l’ultimo mese delle vacanze estive, ci prepariamo (almeno mentalmente care amiche), a ricominciare l’anno e con esso le nostre molteplici attività. I miei figli a settembre torneranno a scuola e tutti noi al nostro lavoro. Per salutare l’Estate c’è questa giornata, dove tutto è concesso. Grandi mangiate con gli amici, lunghe pennichelle (per la gioia dei nostri uomini…), l’unico obiettivo è rilassarsi e divertirsi.  Questa giornata, a differenza di altre feste, si celebrava già dall’antichità. “Ferragosto” deriva dal latino “feriae Augusti”, indicava una festività istituita dall’imperatore Ottaviano Augusto dove si celebravano i raccolti e la fine dei lavori agricoli con banchetti, balli, mercati e corse di cavalli per tutto l’impero. Con il passare del tempo le “feriae Augusti” furono abolite, ma la Chiesa Cattolica decise di unire rituali cristiani e tradizioni pagane celebrando il 15 agosto la festa dell’Assunzione di Maria.  In alcune località marittime, alla vigilia di Ferragosto, si ha l’usanza di accendere grandi falò; nel passato il fuoco aveva lo scopo di scacciare le forze del male. A mezzanotte, il classico bagno con gli amici, nella cultura pagana, significava “purificazione”. Molti di voi ricorderanno i racconti dei nostri nonni, in base ai quali durante il periodo fascista, il regime organizzava i celebri “treni popolari di Ferragosto”. L’iniziativa offriva alle classi sociali più povere la possibilità di visitare le grandi città italiane e di raggiungere amici e parenti in località lontane a prezzi scontatissimi.

Mi trovo spesso a raccontare la storia dei nostri nonni ai miei figli, per far capire loro che tutto ciò che ci circonda, il nostro presente fatto di tecnologia 2.0 è una conseguenza di un passato fatto di tradizioni.  Anche una semplice festa, un classico bagno fatto a mezzanotte con gli amici, è storia, è tradizione tramandata, è passato e presente.

La storia, come dice un detto latino, è magister vitae e, nonostante sia considerata da molti giovanissimi, inutile o comunque una perdita di tempo, è la nostra vita e quella di chi ci ha preceduto.