L’altro giorno una mia cara amica mi ha raccontato della figlia quindicenne (leggi adolescente, giusto per mettere tutto in chiaro fin da subito) e della “crush” che quest’ultima si è presa per un ragazzetto che frequenta il suo stesso liceo.
Ora, amiche, se vi state chiedendo cosa sia una “crush”, non preoccupatevi, anche io non avevo idea di cosa si trattasse e no, non siete disinformate, siete semplicemente troppo vecchie (o, almeno, così ci definirebbero quelli che prendono le “crush”) e magari utilizzate ancora termini desueti come “cotta”, “infatuazione” o “sbandata”.
Ad ogni modo, stavo pensando a come, pur cambiando le definizioni, la sostanza resti sempre la stessa: quando si è adolescenti (e non solo) ci si innamora, possibilmente del tipo più sbagliato che ci sia, quello che “non ci considera” e si riempie il diario segreto (esiste ancora?) di fantasie; si cerca di scoprire cosa faccia in ogni momento della sua giornata (oggi mi dicono che i social aiutano molto!) e, inevitabilmente, si spera con forza e ardore di stare con lui.
Ora io scherzo sull’argomento e mi fa anche sorridere la passione di queste ragazzine, ma non posso negare che anche io (come tutti) ho avuto il mio momento “sottona” (mi dicono che oggi la definizione è questa). Torno con il pensiero a quando mi infatuavo del tipo carino che avevo conosciuto in una determinata occasione, o che avevo adocchiato nel corridoio della scuola, piuttosto che di quello che abitava a pochi isolati e aveva fatto una trasformazione da brutto anatroccolo a cigno. Era bello, a tratti tragico (si, perché poi per qualsiasi cosa mi disperavo… gli ormoni, dicono!) e per molti versi impegnativo (ripenso a quante volte tutto questo ha tenuto imprigionati i miei pensieri per giorni e giorni…).
Chi non si è innamorata del ragazzo più grande, amico di amici, o di fratelli. “L’età ingrata”, quella dell’adolescenza, riserva emozioni incontrollabili e tutte nei nostri ricordi abbiamo quel ragazzo alto, con uno di quei sorrisi bellissimi, quelli che inarcano solo un lato della bocca, una folta chioma di capelli ricci del colore delle nocciole e degli occhi grandi e profondi (o almeno questo è quanto ricordiamo). Ogni piccolo gesto nei nostri confronti ci faceva sciogliere come un gelato dimenticato al sole. Ancora possiamo risentire nella nostra testa quella risatina un po’nervosa e impacciata al solo pensiero di “quel ragazzo” e, d’improvviso, ricordiamo cosa voglia dire avere sedici anni, essere profondamente irrazionali e immotivatamente felici.
Inevitabilmente a ogni periodo di fremiti e palpitazioni, seguiva un periodo di sconfitta e sconforto, come quando il ragazzo di cui ero perdutamente invaghita al liceo si fidanzò con una ragazza della sua classe (chissà se stanno ancora insieme) e tutti i miei sogni e fantasie sul nostro futuro furono mandati in fumo.
Da mamma penso un po’ preoccupata a quando sarà Luna (forse anche Lupo, non so se per i maschi sia la stessa cosa), a passare quel periodo (e non manca poi molto, temo!), perché “sarà difficile diventar grandi… prima che lo diventi anche tu” (come canta Ligabue): sarà difficile per lei, ma non sarà sicuramente una passeggiata neanche per me; d’altronde non posso che aggiungere, rifacendomi a Giorgia questa volta, “è inevitabile ed è successo anche a me, come a te”.
Quello che le auguro è di trarne un buon insegnamento perché “l’esperienza prima ti fa l’esame e poi ti spiega la lezione” (Oscar Wild ), e che, come me, possa un giorno conservarne un ricordo felice.

Photo by MARINETTA SAGLIO
Abiti SWEET LOLA by SANDRO FERRONE
Hairstyle by ANNA ILARDI per FRANCO & CRISTIANO RUSSO
Makeup by LORENA LEONARDIS