Tagliare i rami secchi è una metafora che tutti abbiamo sentito o usato. Oggi non voglio parlare di giardinaggio o di Paolo Fox e dell’oroscopo che spesso ci consiglia di fare “questi tagli”, ma di una “necessità” che spesso abbiamo nelle nostre vite. Esiste una filosofia di vita, associata alla parola “decluttering” il cui significato letterario è “togliere quello che ingombra”, che vorrei tanto applicare anche nel mio armadio, dove dovrei liberarmi del superfluo per fare, logicamente, spazio ai vestiti nuovi.

Molti però, applicano la pratica di liberarsi degli oggetti vecchi o inutili anche alla vita di tutti i giorni. Dobbiamo imparare a capire che spesso la capacità di buttarci alle spalle (fisicamente o metaforicamente che sia) persone e cose che troppo spesso si rivelano distruttive potrebbe essere la prima forma di amore verso noi stessi. Conviviamo e ci portiamo dietro persone e situazioni che rendono la nostra vita pesante, a volte inutilmente complicata e a volte tutto questo accade per la paura della solitudine o per abitudine.

Quando nella vita si inizia a mettere “se stesso” al primo posto, si è in grado di acquisire un nuovo equilibrio che ci rende più interessanti agli occhi del resto del mondo. E’ come se togliessimo la coperta che copre la nostra luce. Ovviamente, tagliare i rami secchi è doloroso e faticoso, ma permette ai nuovi germogli di spuntare: proprio dalla ferita lasciata da quel taglio, tutta la pianta ne trae energia e nuovo vigore.  La nostra mente, spesso, si adatta anche alle situazioni più difficili, portandoci trascinare nella nostra esistenza situazioni che non hanno più nulla a che fare con quello che siamo diventate e più questa situazione permane, più diventa difficile cambiare e fare pulizia. Altre volte non è l’abitudine, ma la “paura” che prende il sopravvento, la paura di darsi delle risposte, di prendere delle decisioni, di andare controcorrente, la paura del cambiamento. Prendersi cura di noi stessi è un atto di amore e lasciare andare le persone (ormai estranee), lontano dalle nostre vite è una forma di rispetto. Simbolicamente parlando, dobbiamo imparare a prenderci cura dei nostri fiori, quelli di cui “vogliamo” prenderci cura, ricordandoci della loro esistenza, loro sono il nostro nutrimento e la nostra forza. Agiamo invece di aspettare e per alcuni rami che si taglieranno altri ne arriveranno.  Facciamo spazio al bello! La sfida amiche mie è con noi stesse: basta paure, basta “spirito da crocerossina”, facciamo crescere le nostre piante più forti e rigogliose.

Baci Curvy da Giada “giardiniere”.

Hairstyle e make-up by Beauty Loft Roma

Abito: Isabelle gentilmente concesso dalla boutique Rosa Blu di Fregane

Gioielli by Oregiani

Photo by: Gianmarco Chieregato