Care amiche curvy,
spesso devo spostarmi in treno per impegni lavorativi e, qualche giorno fa, mentre correvamo velocissimi sulle rotaie, mi sono ritrovata a riflettere su tutte quelle persone che fanno i pendolari o che viaggiano abitualmente per lavoro e che a volte capitano in un posto poco confortevole. È curioso come, oggigiorno, l’idea di viaggio sia vista come qualcosa di bellissimo ed invidiabile, ma, confrontandosi con chi viaggia di continuo, risulta essere qualcosa di logorante e stancante. il problema non e’ tanto stare lontano da casa, quanto il continuo avere a che fare con una valigia da preparare (….di cosa e’ il caso portare e cosa no). Inoltre per viaggiare comodi bisogna essere scaltri programmatori… treni e aerei sono sempre quasi al completo. A volte mi sembra di vivere in un mondo di transumanti, dal monte alla valle e viceversa. E chi viaggia spesso, sa quanto sia importante per noi donne curvy, sedere in un posto comodo, possibilmente evitando persone che viaggiano “infagottate ” con accessori di ogni tipo incastrati tra un sedile e l’altro… Per evitare esperienze di questo tipo sono alla continua ricerca dei posti in fila unica. Quelli in cui la condivisione dello spazio si riduce al minimo. Non ditemi che sono asociale…Io, a parte qualche disperato, che all’improvviso mi ha parlato dei suoi problemi personali, o qualche piacione disturbatore, non ho mai fatto incontri interessanti durante una trasferta…Il tragitto da percorrere è un vero dramma che si tratti di pochi minuti o molte ore in treno, aereo o macchina: diventa sempre un tempo che, se ripetuto con frequenza, è difficile da gestire. Per sopperire a questa monotonia logorante, c’è chi dice che preferisce l’auto, perché si sente libero dagli orari dettati da altri mezzi e, magari, si rilassa alla guida che necessita di una concentrazione settoriale. Altri sono più propensi al treno, perché si evitano i numerosi controlli (con relative restrizioni nella dimensione e contenuto del bagaglio) e generalmente si arriva al centro della città senza prendere un ulteriore mezzo, ma soprattutto durante i viaggi in treno ci si può concentrare a leggere un libro o a lavorare al computer usufruendo di vari confort. Infine c’è anche chi preferisce l’aereo convinto di ottimizzare i tempi di viaggio, anche se ormai, con le linee ferroviarie ad alta velocità, solo distanze che superano i 700 km giustificano il viaggio in aereo… soprattutto se rapportato ai costi che nonostante le offerte sono ancora elevati. Viaggiare è bello, ma faticoso! E’ per questo che, come dice una delle mie più care amiche, il viaggio è davvero piacevole solo se all’arrivo si è in vacanza o se al lavoro si può aggiungere un consistente tempo dedicato ai propri interessi, ma la vita reale non è così e noi dobbiamo trovare il modo per vivere al meglio ogni istante della nostra esistenza… A volte tutto diventa più interessante, quando ci concentriamo davvero su ciò che ci circonda e non facciamo prendere il sopravvento alla routine e alla tecnologia che ci accompagna (passiamo la quasi totalità del tempo a guardare il cellulare, piuttosto che lo spazio attorno a noi o fuori dal finestrino). Quando per gioco con i miei figli ho provato a concentrarmi sulle storie di chi viaggiava con noi mi sono sempre divertita e ho riscoperto lati dell’umanità che spesso trascuro. Anche perché oggi viaggiare è un lusso alla portata di tutti (basterebbe pensare a quanto, già solo per i nostri nonni, viaggiare fosse una questione lunga, complicata e assolutamente per pochi). In ogni caso fate come me: se volete rendere piacevole il vostro viaggio, scaricate ogni App possibile per la ricerca delle offerte migliori sulle tratte che vi interessano e scegliete posti singoli, lontani dalle toilette e magari non troppo lontane dal vagone ristorante che può sempre essere una valida distrazione (meglio un piatto di prosciutto, che patatine, cornetti o merendine). E anche nelle trasferte di lavoro, ritagliatevi sempre uno spazio (anche solo di mezz’ora) per voi, per vedere o acquistare qualcosa, per farvi sentire delle visitatrici e non solo passanti.

È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria.

(Voltaire)

Abiti: Kitana (Curvy Style)