A tutte le appassionate di Cartoon,

oggi voglio parlare di un film della Disney che ho visto recentemente con mia figlia Luna: “Ritorno al Bosco dei 100 Acri”. Il film riporta nelle sale Winnie The Pooh, Tigro,  Pimpi, Ih-Oh, Kanga, Ro, Tappo e UffaChristopher Robin il bambino che ci ha fatto sognare vivendo mille avventure con i suoi amici, ora è cresciuto, vive a Londra con la sua famiglia ed è alle prese con i problemi dell’età adulta. Il film, a mio avviso, è molto attuale in quanto racconta delle aziende in crisi e dei tagli al personale soffermandosi su chi non vuole perdere il posto e deve “sgobbare” giorno e notte mentre il proprio capo si gode la bella stagione e gioca a golf. Vi ricorda qualcosa?

A soffrire del tanto lavoro sono come sempre le famiglie, in questo caso la moglie e la figlia di Christopher Robin. Sarà proprio l’orsetto ad aiutare il suo amico che ha ormai dimenticato la spensieratezza di quando era bambino. Ormai Christopher, così come spesso lo siamo noi, è schiacciato dalle tante responsabilità, non riesce a godersi la sua bambina a causa dei ritmi lavorativi e non sorride più perché preoccupato di dovere portare a casa un piatto di minestra tutte le sere. Christopher riassume la sua visione della vita nella frase, che spesso ripete nel film, “per raggiungere i sogni servono sacrificio e dedizione”, ma Pooh, l’orsacchiotto innamorato del miele e della vita, ribatterà che “Il fare niente spesso porta a qualcosa”.

Nel film, la felicità potrà essere raggiunta solo con l’armonia tra le due, seppur diverse, filosofie di vita. Confesso di essere sempre stata un’amante dell’orsacchiotto e dei suoi amici e di avere raccontato spesso ai miei figli le storie del Bosco dei 100 Acri. Immersa come tutti noi in una vita frenetica, presa dal lavoro e dalle mille attività dei miei figli, durante la visione di questo film sono stata travolta dalla serenità e dalla tranquillità di Winnie the Pooh. “Trasporre in un lungometraggio una storia semplice con il compito di trasmettere un messaggio positivo può migliorare la propria vita”, spiega il regista candidato al Golden Globe, Marc Forster. “Le cose più semplici della vita sono quelle che ci rendono più felici. In Ritorno al Bosco dei 100 Acri vediamo un uomo che ha perso di vista la propria umanità e che si ricorda della parte migliore di sé solo quando si riconnette con la sua infanzia, con la fantasia e la capacità di stupirsi. Quando ritrova il suo spirito migliore la sua vita si arricchisce, si ricorda che le cose più semplici non devono essere trascurate o dimenticate”.

Ho visto questo film con tenerezza, ricordandomi i tanti sogni che avevo da bambina e immergendomi in questa storia di buoni sentimenti in cui viene evidenziata l’importanza di chi amiamo.

Pascoli scriveva: “C’è dentro noi un fanciullino che rimane tale anche quando noi cresciamo e si accende nei nostri occhi un nuovo desiderare” e Peter Pan ci ricorda che “solo chi sogna può volare”. E’ questo il messaggio del film. Noi genitori abbiamo il dovere di insegnare ai nostri figli a sognare. Dobbiamo insegnare ai nostri figli non che gli “efelanti non esistono” ma che possono combattere e sconfiggere gli efelanti o qualsiasi mostro che li spaventi. Per capire le paure dei nostri bambini dovremmo ricordarci più spesso che anche noi “siamo stati piccoli” e avevamo paura del mostro sotto il letto, del buio o dei temporali. Ricordiamo a noi stessi e alla nostra famiglia che “anche noi siamo stati bambini”, istauriamo con loro una complicità fatta di sogni e magia, aiutiamoli a crescere e a combattere con le loro paure.

«Se mai ci sarà un domani in cui non saremo insieme, c’è qualcosa che devi sempre ricordare. Tu sei più coraggioso di quanto credi, più forte di quanto sembri e più intelligente di quanto pensi. Ma la cosa più importante è che, anche se siamo lontani, io sarò sempre con te».

Winnie-the-Pooh

 

Photo by ROBERTO GUBERTI