Donne viaggiatrici e non,

è già ora di pensare alle vacanze estive (almeno per chi punta a organizzare vacanze indimenticabili a prezzi “accessibili”) e quindi mi sembra normale parlare di viaggi. Io nella mia vita sono stata fortunata e ne ho fatti tanti, per lavoro e non. Conosco bene l’Italia e ho cercato di visitarla il più possibile, spesso rimanendo incantata proprio da quelli che sono i meandri più piccoli e meno conosciuti di questa nostra ricca nazione. Allo stesso modo mi sono spinta oltre i confini, in terre sconosciute, dove anche l’aria e la terra sembrano essere diverse e viene da domandarsi se si tratti realmente dello stesso pianeta (parlo soprattutto di quei posti in cui ancora oggi  internet non c’è o è poco accessibile e il distacco dagli stress quotidiani è totale).

Ebbene, ricordo tutte le avventure che ho vissuto nel mio peregrinare, con grande gioia, anche quelle che magari lì per lì sono state meno piacevoli (pochissime), perché comunque  mi hanno sempre insegnato qualcosa e ogni passo fatto nel mondo mi ha reso oggi quella che sono. Proprio perché conservo i viaggi nel mio cuore come gemme preziose e resto convinta che siano fra i tesori più importanti che la vita mi ha dato, provo un leggero fastidio quando vedo le persone in mete bellissime e lontane limitarsi a fare selfie a destra e manca senza capire veramente cosa stanno fotografando e, ancora di più, vedendoli fotografare cose senza neanche essersi prima soffermati a osservarle (che è un po’ lo stesso atteggiamento fastidioso e compulsivo di certi turisti asiatici davanti al nostro patrimonio culturale e artistico).

Mi dà fastidio perché, secondo me, si può dire di avere viaggiato davvero solo quando ci si immerge nel luogo che ci ospita con pura curiosità, come un vaso che deve essere riempito e non con lo sguardo di chi giudica in base a ciò che trova “riconoscibile”. C’è gente che all’estero cerca sempre solo ristoranti italiani o che critica se non trova le marche più cosmopolite nelle vie principali delle città. Insomma spesso si è alla continua ricerca del clone del proprio quartiere per evitare di essere costretti a sperimentare, abbandonando il gusto delle “certezze”. Il bello di viaggiare è proprio l’imbattersi in culture, climi e vegetazioni diverse: c’è una spiegazione scientifica e geologica dietro ai diversi tipi di sabbia nelle spiagge del mondo, nella diversa tonalità di blu che assume il mare e negli alberi che è possibile incontrare; allo stesso modo, c’è una storia dietro a monumenti, dipinti o anche solo alle abitazioni che è possibile vedere in un determinato Paese. Culture, persone, tradizioni e racconti: sono queste le cose alla base di ogni singolo punto visibile sul mappamondo che probabilmente avete sopra la vostra scrivania, sono queste le cose da scovare, scoprire e soprattutto capire se volete davvero portarvi qualcosa a casa e non un banale souvenir da bancarella.

Non c’è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita.

Alphonse de Lamartine