Amiche,

non so quanto siate aggiornate sul mondo dei film Disney, ma, di recente, una nuova pellicola ha proposto un momento che i fan aspettavano da tempo: una scena corale dove sono riunite le principesse del marchio americano: dalle più classiche Biancaneve e Cenerentola, alle più moderne Elsa e Anna di Frozen.  Ecco, questa scena è stato lo spunto per tornare su un argomento spesso discusso e che divide: l’influenza che i cartoni disneiani più classici e, soprattutto, le loro eroine possono aver avuto/hanno sulle bambine.

Come saprete, chi punta il dito contro i grandi classici sostiene che queste storie propongano un tipo di donna troppo passiva e succube dei personaggi maschili. Nel mirino sono soprattutto le più datate Biancaneve (1937), Cenerentola (1950) e Aurora (1959), alias La Bella Addormentata, accomunate da un atteggiamento che potremmo dire arrendevole nei confronti delle avversità con cui si scontrano, che viene ribaltato solo dall’arrivo e dal salvataggio da parte di un personaggio maschile (ovviamente un principe, nobile di stirpe e di animo), del quale le tre belle non possono che innamorarsi incondizionatamente. Queste tre sono lo più criticate, ma anche la successiva Ariel (1989), meglio conosciuta come la sirenetta, sebbene si ritrovi in un mare (in tutti in sensi) di guai a causa di una sua scelta, è costretta ad aspettare l’arrivo del gettonato principe per risollevare le sue sorti.

È risaputo che la Disney stessa, in risposta a queste critiche, negli anni ha apportato un cambio di direzione, iniziando forse proprio con  Belle (1991), de La Bella e la Bestia, il primo personaggio dalla personalità più decisa e definita, continuando poi con le più ribelli Pocahontas (1995) e Mulan (1998) e culminando, al momento, con le protagoniste di Frozen, dove a vincere le avversità non è l’amore coniugale ma quello fraterno.

Dopo questo breve excursus per chiarire la situazione, sono pronta a dire la mia: personalmente ho lasciato che mia figlia visionasse tutti questi cartoni, non solo perché penso che, oramai, abbiano acquisito un certo valore culturale, ma anche e soprattutto perché credo che sì, certo, queste pellicole trasmettono delle idee e dei messaggi, ma i bambini li interpretano solo alla luce di ciò che noi genitori gli insegniamo o, al limite, per una loro predisposizione personale. Quello che voglio dire è che Biancaneve, ad esempio, è banalmente la prova che “non si devono accettare caramelle dagli sconosciuti”, ma anche la più importante dimostrazione di accettazione, aiuto e amicizia nei confronti di chi è diverso (intendo i sette nani nei confronti della ragazza e viceversa). Infatti la più grande conquista della principessa nel corso della storia non è l’avere trovato un uomo bello e ricco, ma degli amici puri e sinceri. Cenerentola, invece, insegna che nella vita il riscatto sociale è possibile e che la pazienza serve (perché, purtroppo, ahimè, è vero). Insomma, suppongo che Mr. Disney non abbia creato i suoi film per sminuire la figura della donna e che il carattere delle principesse sia stato così definito solo a causa del retaggio storico e culturale del tempo in cui sono state create; quindi, a mio avviso, diventa ancora più importante mostrare alle nostre figlie queste storie, per ricordargli che le donne non hanno sempre vissuto come vivono oggi e che questa nostra attuale condizione sociale, sebbene ancora troppo spesso subordinata, difficile, discriminata e assolutamente non paritaria, sia il frutto di numerose lotte e sacrifici delle donne vissute prima di noi. È lo spunto non per denigrare sé stesse, ma per essere motivate ad essere coraggiose e a lottare per i propri diritti, consapevoli del proprio valore. Allo stesso tempo, i cartoni sono portatori di quegli ideali buoni e invariati che caratterizzano da sempre l’umanità e la rendono tale e lo fanno in una maniera semplice e immediata, chiara anche ai più piccoli senza bisogno di troppi sforzi da parte dei genitori.

Quindi amiche, sapete cosa vi dico? In generale, noi genitori, dobbiamo smettere di incolpare gli altri e ciò che ci circonda per i cattivi comportamenti di nostri figli: certo, spesso il mondo e la società non ci aiutano, ma siamo noi i primi esempi e i primi educatori dei nostri bambini, quindi sta a noi aiutarli a interpretare nella maniera più idonea i fatti con cui si interfacciano nella vita. Evviva i film Disney, che sono sempre un bello spettacolo e una buona occasione per trascorrere dei momenti felici e sereni con i nostri piccolini.  

Che cosa ho sognato? Non posso dirvelo perché un sogno svelato non si avvera più.

Cenerentola

Abiti by LOLA Curvy Style Sandro Ferrone