Fotografo: Marinetta Saglio
Ci sono cose di me che conosco bene.
La forza, per esempio, l’ho conosciuta molto presto. Ho imparato a cavarmela, a raccogliere i pezzi senza fare troppo rumore, a continuare anche quando dentro avrei preferito fermarmi.
Mi sono abituata a essere “quella che tiene duro”.
E per molto tempo ho confuso tutto questo con l’essere invulnerabile.
Come se essere forte significasse non avere bisogno di nessuno. Come se chiedere aiuto fosse una sconfitta. Come se mostrare una parte fragile di me potesse cambiare il modo in cui gli altri mi guardavano.
Ci ho messo tempo a capire che non funziona così.
Puoi essere una persona forte e avere giornate in cui ti senti completamente persa.
Puoi sapere quanto vali e, nello stesso giorno, guardarti allo specchio e non riuscire a vedere nulla di bello.
Puoi essere capace di affrontare tutto e desiderare, qualche volta, soltanto che qualcuno ti dica: “Adesso ci penso io”.
Io ho le mie paure.
Ho momenti in cui penso troppo, giorni in cui mi sento più insicura del solito, parole che rimangono dentro più a lungo di quanto vorrei. E ci sono ferite che, anche se non sanguinano più, riconoscono ancora il rumore di certe parole.
Forse alcune cose non smettono completamente di fare male.
Impariamo semplicemente a conviverci.
E, stranamente, questa idea mi dà più pace di tutte le volte in cui ho pensato di dover essere finalmente “a posto”.
Non voglio più essere sempre a posto.
Voglio essere vera.
Anche quando sono stanca. Anche quando sono indecisa. Anche quando mi sento fragile.
Perché sto imparando che esiste una forma di forza molto diversa da quella che immaginavo.
È la forza di chi sa dire “non lo so”.
Di chi riesce a dire “questa cosa mi ha fatto male”.
Di chi ammette di aver sbagliato.
Di chi, soprattutto, smette di trattarsi come un nemico.
Forse volersi bene non significa guardarci allo specchio e piacerci ogni giorno.
Forse significa riuscire a restare dalla nostra parte anche nei giorni in cui non ci piacciamo affatto.
E questa, per me, è una delle forme più profonde di amore verso se stessi.
Perché io non sono soltanto la donna che resiste.
Sono anche quella che, qualche volta, avrebbe bisogno di essere tenuta stretta.
Non sono soltanto le mie vittorie.
Sono anche i dubbi, le cadute, le attese, le paure che nessuno ha visto.
La forza e la fragilità possono stare insieme.
Il coraggio e la paura possono convivere.
Forse siamo proprio questo: un insieme di contraddizioni che imparano lentamente a volersi bene.
E non credo più che la nostra bellezza stia nel diventare persone senza debolezze.
Forse sta nel giorno in cui smettiamo di vergognarcene.
Nel giorno in cui possiamo guardarci e pensare:
“questa sono io”.
Con tutto quello che ho superato.
Con tutto quello che mi fa ancora paura.
Con la forza che mostro al mondo e quella parte fragile che, finalmente, non ho più bisogno di nascondere.
“La forza più autentica nasce quando smettiamo di vergognarci delle parti di noi che hanno ancora bisogno di essere amate.”
