“Unite nel dolore si è più forti…”

 Care Amiche Curvy e non..

oggi voglio portarvi la testimonianza di una donna eclettica, un’attrice dalle mille sfaccettature, completa nella sua professione.

Dopo una splendida giornata al mare, davanti ad una bibita fresca, ci troviamo a parlare. E’ raro incontrare persone con le quali si attiva una connessione immediata. Francesca è una donna empatica e la sua energia si fa sentire subito. Chiacchierando emergono degli aspetti di lei, che mi sono familiari e decido di farle delle domande, che voglio condividere con voi.

Francesca, tu rappresenti l’essenza di molte celebrities. Ad appena nove anni imitavi già Raffaella Carra’. Che donna ti senti tu?

Io mi sento e basta! Che è già tanto (ride). Nell’ultimo anno mi sono sentita molto a disagio, perché ero finalmente tornata a stare bene, dopo un lungo periodo in cui ho combattuto tra anoressia , bulimia e binge-eating disorder (disturbo da alimentazione disordinata), ma ancora una volta un “amore malato” mi aveva portata ad essere come voleva lui, senza considerare i miei spazi e senza rispettare le mie volontà. Questo ha fatto si che compensassi con il cibo tutto ciò che volevo esprimere, ma che non avevo avuto il coraggio di esprimere.

Finalmente ora mi sento libera, mi piaccio e soprattutto mi amo.

Amarsi è quello che dovremmo fare tutte noi, anche se a volte il percorso è lungo e tortuoso, non bisogna arrendersi mai. Ora che rapporto hai con il cibo?

Adesso è un rapporto migliore. Sono stata io stessa un sua pessima alleata, perché ricercavo nella farina l’affetto, ma questo mi ha soltanto gonfiata di dolore, fino addirittura a portarmi a rischiare la morte a causa del disturbo alimentare dell’anoressia. Dopodiché ho vissuto la “sopravvivenza” con il disturbo bulimico e infine la “quasi cura” del BED (binge-eating disorder). Diciamo che questo disordine mi ha accompagnata fino a che finalmente non decidessi di

nutrire il mio corpo in maniera equilibrata e sana.

Come ne sei uscita da questo tunnel che ti ha risucchiata e che mentre lo percorrevi, non ti dava speranza?

Ricordo ahimé quei 100 giorni senza avere fame, senza bere, senza mangiare, vedendo solo attraverso la flebo, che il mio corpo stava sopravvivendo. Ricordo mia mamma, che mi bagnava le labbra con un panno bagnato, cercando di idratarmi un pò, ma il mio corpo rifiutava tutto, non voleva ingerire nulla, voleva solo farla finita per il troppo dolore a causa della separazione dei miei genitori, per la quale ingiustamente, ma inesorabilmente mi sentivo responsabile. Ricordo i forti mal di testa, i medici che venivano a casa, perché mio padre essendo un personaggio pubblico, si vergognava che potessero sparlare di lui. Ricordo un calvario, poi la ripresa lenta a mangiare. Ricordo mia madre che andò da mio padre dicendo: “Maurizio la bambina mangia!” Si, ricominciai a mangiare, ma per sei anni ho quasi sempre vomitato tutto quello che ingerivo. E ancora oggi, quando mi vedo magra per un sistema di riequilibrio sano, mi viene in mente quel corpo magro ma indebolito e senza forze , che mi è appartenuto, ma che ora grazie all’amor proprio e di nessun altro, ho trovato per me stessa.

Qual’è il tuo canone di bellezza in un uomo e in una donna?

Il mio canone di bellezza per entrambi sta nell’“estetica” dei modi di fare, di come ci si propone all’altro.Tutto ciò insieme all’espressività degli occhi scuri, delle labbra definite e dell’altezza. Non amo i tatuaggi. I corpi raccontano già la loro storia, data appunto dalla loro “forma”. Mi incuriosisce di piu’ toccarli e scoprirli attraverso i racconti piuttosto che attraverso dei disegni.

Francesca, che significato ha per te l’amore per gli altri e per te stessa?

L’amore per gli altri significa per me poter realizzare la felicità di ciascuno che mi sfiora, vedere i volti sorridere per ogni opera buona che compio nei loro confronti. Per me è come sentire il primo vagito di un bambino, un’emozione indescrivibile. Amo, attraverso il “non-esempio” che ho ricevuto da piccola, che alla fine per me è stato paradossalmente un dono. Oggi riesco ad imitarmi: non avevo mai ascoltato la mia vera voce, mi facevo manipolare da quella altrui, perché ero debole.

Oggi finalmente ho trovato la mia forza!

Qual’è il valore che riconosci in te e che apprezzi di piu’?

L’umanità. Per me è fondamentale abbracciare le anime ed andare loro incontro fino in fondo, anche quando vi è il rischio che la mia felicità possa essere intaccata da chi ancora non l’ha raggiunta. Nonostante ciò bisogna guardare oltre, ed essere sempre una luce per se stessi e per gli altri.

Questo per me significa vivere!

Se avessi una bacchetta magica, cosa vorresti cambiare?

Vorrei cambiare il mio metabolismo, cosi da poter mangiare un barattolo intero di Nutella, sarei sempre meravigliosa come la Venere Nera, Naomi Campbell! Scherzo…vorrei semplicemente non avere l’ansia che spesso mi attanaglia nella vita, ma che fortunatamente e finalmente, oserei dire, riesco a gestire.

Che messaggio vorresti lasciare a chi ti legge?

Vorrei lasciare un messaggio fondamentale per me. Unite nel dolore si diventa piu’ forti. E quella forza che scaturisce dalla sofferenza, va sfruttata e trasformata in forza di volontà, che è l’unica forza che ci aiuta a superare le difficoltà.

 

“La vita è una resistenza continua all’inerzia che tenta di sabotare il nostro volere più profondo. Chi si stanca di volere, vuole il nulla.”

(Friedrich Nietsche)

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